E il premio, per il miglior Panettone dell’anno, se lo aggiudica il prodotto del famoso pasticcere Ciccio Pasticcio.

Il suo capolavoro? Un panettone ripieno di crema di pistacchi di Bronte, bergamotto liquido, ricoperto da una glassa allo zenzero, mandorle, crema di bollito misto… e, udite udite, impreziosito da piccoli petardi che al morso esplodono e donano croccantezza (perchè al giorno d’oggi se non hai la parte croccante, non sei nessuno).

Eh no.

Non me ne vogliano i famosissimi pasticceri 16 stelle comete, bravissimi nell’arte pasticcera senza misura, ma c’è un punto cruciale che stiamo perdendo di vista: quelli non sono panettoni!

Il Panettone appartiene alla tradizione Milanese. E la tradizione è chiara, netta, quasi monacale. Il Pan de Toni originale è fatto solo con: uvetta, arancia e cedro canditi.

Niente glasse alle mandorle, zuccherini o coperture estetiche. Anzi, nessuna copertura! Un tempo, si faceva nello stampo alto (chi ricorda il Panettone Alemagna dei tempi d’oro?) e la superficie veniva incisa “sottopelle” per produrre delle punte che ricordavano le guglie del Duomo. Questa è l’identità!

Esiste un disciplinare di produzione del panettone e, mi dispiace dirlo, ma non esistono farciture al sugo di peperoni. Non esistono farciture. Punto.

Il discorso vale per un’enormità di prodotti: quante volte ci sentiamo offesi per la pizza all’ananas, per la carbopannara e così via? È il rispetto per l’identità che si perde e che stiamo perdendo.

Certo, il mondo evolve e le influenze nel cibo sono sacrosante (anche se spesso senza senso). Ma fare un campionato per poi eleggere come miglior prodotto qualcosa che non c’entra nulla con il prodotto originale mi sembra un po’ assurdo.

È come fare un campionato di corsa su pista e assegnare il primo premio a un atleta con i pattini perché “usa anche lui le gambe”. La categoria è un’altra!

Attenzione: questo NON è un discorso campanilistico. Vale per 1000 altri prodotti che mi piacerebbe veder chiamati in quel modo lì perché sono quella cosa lì.

Quindi, ben vengano questi super-dolci con 25 giorni di lievitazione all’aria della corrente del golfo di Biscaglia. Ma facciamo un concorso per i migliori dolci con 25 giorni di lievitazione all’aria della corrente del golfo di Biscaglia.

Il Pan de Toni, quello vero, è un’altra cosa. È Milano, è burro, è uvetta e canditi. È l’essenza.

con affetto.